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SEPPIE DALLA SCOGLIERA
 
 

 

 

Pescare le seppie quando arrivano tra gli scogli della costa rocciosa, ad inizio primavera, è molto divertente e può assicurare una mangiata per familiari e amici.

La tecnica è semplicissima: basta una canna qualsiasi, rigida, lunga sui 4 metri, un mulinello da 4 soldi con un 0,30 e un artificiale che imita un gambero, molto usato nella pesca alle seppie dalla barca,  da collegare con il moschettone alla lenza. Il luogo dove pescare è una costa rocciosa in cui il mare sia profondo almeno un metro, meglio  però intorno ai 3 metri, con presenza di  scogli sparsi.

Si esplora il fondale con l'artificiale, facendolo scen dere lentamente tra i massi e dando ogni tanto uno strattone per "dargli vita". La seppia, se c'è, non tarderà  a ghermire quella che crede una facile preda. Operando a vista, potremo vedere tutte le fasi dell'attacco e procedere quindi alla ferrata e al successivo recupero, da effettuare senza soste fino al salpag gio o al guadinamento.

Gli artificiali, infatti, non hanno ami ma solo due serie di coroncine di aghi con la punta verso l'alto, che infilzano la seppia quando diamo lo strattone, ma che molleranno se lasciamo il filo lento. Se l'acqua è torbida, si può anche lanciare l'artificiale, facendolo appoggiare sul fondo e ritirandolo a piccoli strattoni, seguendo le linee di sabbia tra gli scogli per cercare di non incagliarlo.

In tal caso, si dovrà ferrare all'appesantimento causa to dalla seppia che avvinghia l'esca. Le condizioni meteo necessarie sono mare calmo e acqua trasparente, con cielo velato funzionano meglio artificiali bianco-rossi, con cielo limpido bianco-rosa, bianco nero un pò sempre.

Se la giornata è quella giusta, vedrete che smetteremo di maledire le seppie per- ché causano un allontanamento dei pesci nostri abituali bersagli (ma sarà  vero ?).

(E buon pranzo a base di pasta al nero di seppia)

by: Corrado Tedeschi